Viaggio tra il serio e il faceto di una viaggiatrice in cannocchiale con il tailleur a tracolla

Nome: laura giusti
Sono una osservatrice del mondo e dell'umanità,cerco sempre cose nuove fuori e dentro di me,amo la mente umana e cerco di esprimerla in parole.La mia casa è il mondo e in questa casa ho conosciuto tanti personaggi che mi hanno segnato la vita.Amo gli oceani e i grandi spazi, le città caotiche, le vestigia antiche e le spiagge deserte, ascolto il mare e il vento,sono una nomade,la mia casa è ovunque io stia bene, il mio cuore è l'unica fissa dimora che ho.
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E’ una nuvola nera che sta passando davanti a me oggi, ad oscurare un poco il bel sole che splende sull’isola. Sarà forse un malumore dovuto alla stanchezza, a qualche acciacco in più che tendo a scordare e che a vent’anni non avevo, o la mia stramaledetta patologica tendenza di pensare che chi mi sta intorno possa intuire cosa provo o la fatica che a volte accuso. Il nervosismo che cresce quando mi rendo conto che le opinioni sono e, giustamente, restano soggettive e non regolamentate universalmente, che non sono leggi. Ma forse più di tutto la nuvola nera oggi porta il volto di un amico che da 28 anni non c’è più. Ventotto anni per non dimenticare la Stazione di Bologna, i suoi morti, le illusioni e i sogni di tanta gente che si son vaporizzate con loro nell’attimo fatale della deflagrazione. Sergio aveva un sogno…andare in Inghilterra, godersi la vacanza per quella strameritata e sudata laurea che aveva appena conseguito. Un “secchione” lui, 110 con Lode e tanti sogni e tante speranze.Un attimo e poi più nulla. Nemmeno la grazia di morire subito gli fu concessa. Dovrei ringraziare la sorte, il destino o forse più quella vocina che mi disse “scendi dall’autobus oggi non è giorno per partire”, e che, senza ripensamento, senza scuotere la testa per un pensiero tanto bizzarro seguii. Solo per questo oggi sono qui a raccontarlo. Avrei dovuto essere lì, su quel binario, a quell’ora. Semplicemente scesi da un autobus con la mia valigia e tornai nella mia casa da studentessa. Bizzarra sorte che salvò me da una bomba e salvò Walter che non voleva viaggiare in treno, ma lo aspettò poco più in là sulla tangenziale dove la ferrovia si vedeva….morti innocenti, morti da eroi, ma morti…e qualcuno da qualche parte una catenina al collo ancora la porta, per non dimenticare. Sono lontano ora, lontano da un paese che ho lasciato perché non sentivo più mio, un paese che odorava di crisantemi e di mancanza di futuro, respiro ogni giorno il profumo della voglia di fare e mi perdo nei sorrisi dei tanti bimbi che popolano l’isola, ma non dimentico. Bologna 2 Agosto 1980, ore 10.25.
